Calvizie androgenetica: cause ormonali e genetiche

calvizie androgenetica progressioneLa calvizie androgenetica (AGA), colpisce prevalentemente gli uomini ed è considerata la causa più comune di perdita dei capelli.

Si manifesta dapprima con il diradamento nella zona frontale e temporale, proseguendo gradualmente anche verso la zona del vertice.

In crescita costante anche nell’universo femminile, la calvizie androgenetica, induce nel soggetto colpito, un grande disagio psicologico.

E’ certo ormai che la calvizie androgenetica è causata da una sensibilità accentuata dei follicoli agli ormoni androgeni.

Questi ormoni inducono, in soggetti predisposti, un’alterazione del ciclo vitale del capello, tanto da indebolire gradualmente i follicoli.

Il legame degli ormoni androgeni ai recettori del follicoli induce una progressiva superficializzazione del follicolo stesso. Questo comporta la produzione di capelli sempre più sottili e miniaturizzati.

1. La calvizie nell’uomo


La perdita dei capelli nell’uomo avviene in diversi modi e dipende molto anche dall’età del soggetto.

Distinguiamo:

  • CALVIZIE AD EVOLUZIONE LENTA: forma più comune di calvizie. Inizia intorno ai 28-35 anni di età e progredisce lentamente nei decenni successivi senza mai rendere totalmente calvi coloro che ne sono colpiti.
  • CALVIZIE PRECOCE: inizia intorno ai 18 anni di età. Provoca una stempiatura incipiente già a 20 anni, peggiora con il diradamento del vertice della testa intorno ai 22-23 anni e diventa importante e diffusa a 28-30 anni. Le cause di un evoluzione così rapida (non improvvisa come nel caso dell’alopecia areata) è la predisposizione genetica e familiare. Ma fattori emotivi come l’ansia e lo stress possono contribuire ad accelerarla notevolmente.

Tra le diverse condizioni che possono aggravare la calvizie ricordiamo la seborrea, tra i sintomi invece prurito e dolore al cuoio capelluto (tricodinia).

2. Come viene classificata la calvizie androgenetica?


calvizie androgenetica uomoLa calvizie androgenetica maschile viene classificata attraverso la scala di Hamilton-Norwood, uno strumento classificatorio che i tricologi usano per misurare il grado di evoluzione della calvizie maschile.

La scala delle calvizie maschili venne definita dal dottor J. Hamilton, il quale nel 1942 si rese conto della differenza di capelli tra due gemelli. Uno dei due fratelli, detenuto castrato, aveva tutti capelli, l’altro invece era calvo.

Questa differenza condusse Hamilton a studiare i due casi. Somministrò dunque del testosterone al gemello castrato, il quale in seguito è divenuto calvo.

Attraverso questo studio è stato possibile dimostrare la connessione tra calvizie e ormoni androgeni.

Ovviamente lo studio di più casi, con somministrazioni prolungate dell’ormone ha permesso al dottor Hamilton di definire una classificazione della calvizie attraverso una scala che prende il suo nome, la quale presentava 5 stadi della perdita dei capelli nell’uomo.

Negli anni successivi la stessa scala è stata aggiornata grazie ad ulteriori studi da parte del dottor Norwood, il quale ha perfezionato i livelli di calvizie maschile integrando stadi intermedi di calvizie.

Testosterone e calvizie


L’enzima 5α reduttasi è responsabile della trasformazione del testosterone in Diidrotestosterone ( DHT). Processo che avviene all’interno del nucleo della papilla dermica e nelle guaine epiteliali esterne.

DHT responsabile della calvizie andorgeneticaIl DHT, promuove la crescita dei peli corporei ma può influire negativamente sulla funzionalità della prostata e sui capelli. E’ inoltre responsabile dell’incremento del sebo che talvolta conduce all’alopecia seborroica.

E’ possibile inibire la sua formazione attraverso alcuni farmaci che intervengono proprio sull’azione dell’enzima reduttasi, questi farmaci non essendo curativi e specifici per il problema dell’alopecia androgenetica, possono solo rallentarla ma nel contempo provocare alcuni effetti collaterali.


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