Le tinture danneggiano i capelli e il cuoio capelluto?

Grazie alla cosmetica moderna, è possibile scegliere qualsiasi colore per i capelli.

Ma, sia che vengano fatte dal parrucchiere o a casa propria, le tinture possono nascondere dei rischi in quanto contengono un insieme di sostanze chimiche aggressive, tra cui:

 

  • L’ammoniaca che permette alla tintura di penetrare all’interno del capello gonfiandolo e sollevando le cuticole, ovvero, la parte protettiva che ricopre i capelli.
  • Sensibilizzanti come la parafenilendiamina (PPD)  conosciuta più semplicemente come comune allergene.
  • Il perossido di idrogeno che degrada il colore naturale dei capelli, seccandoli , sfibrandoli, e causando notevoli danni sulla lunghezza dei capelli.

 

Tali sostanze rimuovono i lipidi protettivi e il sebo dal cuoio capelluto, lasciando la cute esposta  e vulnerabile ai danni causati dall’ambiente, dai prodotti per lo styling e da altri agenti irritanti.

 

Si potrebbe notare a livello cutaneo:

  • Indolenzimento del cuoio capelluto
  • Prurito e irritazione della pelle
  • Cute arrossata

 

Le principali alterazioni che si possono presentare sui fusti capillizi  sono le seguenti alterazioni:

  • Tricoressi nodosa, rigonfiamenti rotondeggianti che diventano punti di fragilità e rottura del fusto.
  • Tricoclasia, frattura trasversale del fusto che rende i capelli fragili.
  • Tricoptilosi, è una fessurazione longitudinale del fusto terminale (doppia punta).

Se non è possibile evitare colorazioni, sarebbe opportuno acquistare tinture naturali per capelli partendo sempre da un cuoio capelluto sano, privo di forfora o psoriasi.

L’hennè rappresenta un valido e naturale metodo di tintura per capelli, privo di effetti nocivi: aiuta a proteggere e a ristrutturare i capelli, donandogli forza e lucentezza.

L’Hennè ricavato dalla pianta Lawsonia inermis, permette di ottenere colori rosso rame, rosso mogano, e così via.  La tintura nera, impropriamente chiamata “Hennè nero”, viene dall’Indigofera tinctoria.

Le erbe tintorie che compongono l’hennè sono completamente naturali e non contengono nè ammoniaca nè sostanze chimiche nocive. Per questo motivo è possibile utilizzare l’Hennè anche durante la gravidanza.

 

 

La cura dei capelli ai tempi del coronavirus

L’emergenza sanitaria da Covid-19, ha messo a dura prova le nostre abitudini costringendoci ad una quarantena per l’incolumità della nazione. Noi Italiani siamo così “invitati” a stazionare nelle proprie abitazione cambiando inevitabilmente il nostro stile di vita.

Abbiamo, quindi,  ridotto lo sport, modificato l’alimentazione e limitato al massimo la vita sociale e di conseguenza,  accumulato ansia.

Tutto ciò sottopone l’organismo ad un continuo stato di stress psicofisico. Oziare sul divano resta dunque una delle più frequenti azioni quotidiane.

Ma come può tutto questo creare una condizione sfavorevole per la nostra capigliatura?

  • caduta di capelli sul cuscino
  • aumento della seborrea
  • comparsa di forfora e/o prurito
  • indolenzimento cutaneo (Tricodinia)

Questi sono solo alcuni dei fenomeni più ricorrenti a cui potreste assistere in questo periodo. Ed ecco che, per aiutarvi a prevenirli e contrastarli, Tricholos vi offre alcuni consigli da adottare in questi giorni di quarantena.

  1. E’ opportuno spazzolare i capelli almeno due volte al giorno
  2. In ambienti chiusi per lunghi periodi di tempo, i capelli tendono a sporcarsi più facilmente, pettinateli anche a “testa in giù” possibilmente per un paio di minuti, utilizzando un pettine a denti morbidi. Così facendo stimolerete la circolazione sanguigna del cuoio capelluto, ed eviterete un possibile indolenzimento cutaneo dovuto alla pressione esercitata dalla testa sul cuscino.
  3. Mantenete invariate le vostre abitudine sull’igiene dei capelli.

Abbiate cura di lavarli almeno due/tre volte a settimana con uno shampoo con ph 5.5-6. Detergete cute e capelli diluendo sempre lo shampoo con acqua. È sconsigliato l’uso di detergenti con agenti perlanti o bifasici (per intendersi evitate gli shampoo bianchi e cremosi). Risciacquate con acqua tiepida-fredda di modo tale da sigillare le cuticole e da non favorire la produzione di sebo.

Per rinvigorire e nutrire le lunghezze vi proponiamo un trattamento a base di avocado e uova da effettuare una volta a settimana prima dello shampoo. E’ un’antica ricetta usata dalla principessa Sissi già nel lontano ‘800. L’avocado, infatti,  essendo ricco di oli essenziali si combina ai nutrimenti dell’uovo sino ad ottenere un ottimo alleato per donare lucentezza e districabilità.

All’interno di un recipiente schiacciate con l’aiuto di una forchetta la polpa di un avocado  maturo e aggiungete il tuorlo d’uovo e un filo d’olio di mandorle o di jojoba.  Applicate il composto ottenuto su tutta la lunghezza della chioma asciutta che potrete poi avvolgere in un asciugamano umido oppure nella pellicola trasparente.

Tenete in posa  20-30 minuti.

Risciacquate abbondantemente e procedete ad effettuare lo shampoo.

  1. Avendo una vita sociale alquanto limitata, evitiamo di usare la piastra, di fare la tintura (soprattutto per schiarire i capelli), di stressare la capigliatura tenendola sempre legata in elastici o fermagli troppo stretti. Tutto ciò farà riprendere fiato alla vostre chiome in continuo affanno a causa dei ripetuti trattamenti chimici o sedute dal parrucchiere a cui sono sottoposte. Evitate , inoltre in questi giorni, di applicare gel, lacche o prodotti disciplinanti.
  2. Potreste notare una maggiore caduta di capelli: l’arrivo della primavera, la suddetta posizione supina più frequente, il quotidiano vissuto tra le quattro mura domestiche, una inevitabile condizione di stress accumulato per la gestione di figli, compagni, riduzione del lavoro ecc, potrebbero essere alcune delle cause di tale fenomeno. Non allarmatevi. Valutate l’entità della caduta e la tipologia dei capelli in effluvio, lavate la testa con prodotti specifici, dedicatevi alla cucina prediligendo l’assunzione di cibi ricchi di proteine, vitamine, omega 3 e 6, oligoelementi. E quindi, frutta e verdura in abbondanti quantità, legumi, pesce azzurro, frutta secca (noci e mandorle). Bevete almeno due litri d’acqua al giorno.

Evitate fritture, carni grasse, dolciumi.

Se la caduta dovesse persistere per più di due mesi o doveste assistere ad un cambiamento della vostra capigliatura (assottigliamento dei capelli, perdita di massa o di volume, eccessiva seborrea o prurito costante) ricorrete ad uno specialista (tricologo), che dopo un’attenta analisi saprà certamente fornirvi una corretta soluzione del problema.

 

#Andràtuttobene

 

 

 

Pidocchi: insetti presenti sui nostri capelli

Pidocchi: insetti presenti sui nostri capelli

I pidocchi sono insetti di piccole dimensioni (2-3 mm), si presentano con un corpo appiattito di colore giallo-marrone e sono dotati di 6 arti alle cui estremità si trova un’unghia a forma di uncino con la quale si fissano al capello.

L’apparato buccale del pidocchio è costituito da un rostro pungente che si fissa alla cute attraverso denti mobili che ha il compito di succhiare il sangue.

Durante la puntura i pidocchi secernono una sostanza che ha proprietà anestetiche in modo da non infastidire l’organismo ospite e limitarne quindi qualsiasi reazione avversa.

Inoltre iniettano una sostanza anticoagulante che rende il sangue fluido durante la suzione. Compiono il gesto più volta al giorno per tutta la durata della loro vita.

Calore, umidità e buio sono ottime condizioni per la loro riproduzione.

Come si diffondono i pidocchi nell’uomo?


pidocchi e lendini tra i capelliI pidocchi sono insetti in grado di infestare l’uomo tramite contatto diretto con persone affette o indiretto toccando ad esempio i loro vestiti.

L’efficacia della presa del pidocchio sul capello dell’uomo è fattore di estrema importanza per la sua sopravvivenza, al contrario avrebbe poche ore di vita in quanto morirebbe per fame e freddo.

Questi insetti per assicurare la sopravvivenza della specie hanno dovuto sviluppare la capacità riproduttiva, infatti la femmina di pidocchio depone 8/10 uova (lendini) al giorno, che si fissano fortemente ai capelli con una secrezione vischiosa insolubile all’acqua in grado di resistere a molti insetticidi.

Le lendini sono deposte dal pidocchio femmina in gran parte dietro le orecchie e sulla nuca, esse aderiscono al capello grazie ad una sostanza adesiva e collosa che secernono.

Solitamente, le uova di questi insetti, si schiudono dopo una settimana e danno luogo ai pidocchi adulti.

Questi ultimi si nutrono succhiando sangue dal nostro cuoio capelluto causando forte prurito.

La pediculosi non è una malattia dell’uomo, non fa distinzioni tra classi sociali o tra persone che hanno più o meno cura della propria igiene.

In realtà è un avvenimento molto comune in ambiente scolastico e provoca tra insegnanti e genitori fastidiosi imbarazzi. E’ altresì opportuno quando un bambino è colpito da pediculosi avvertire immediatamente la scuola che si occuperà di attuare l’opportuna profilassi.

Sintomi più comuni in caso di pediculosi


    • Prurito del cuoio capelluto
    • piccoli rigonfiamenti rossi su cuoio capelluto, collo e spalle
    • presenza di croste purulente
    • presenza di piccoli puntini bianchi sul fondo di ogni capello, ovvero le lendini (uova).

Cosa bisogna fare se ci accorgiamo di avere i pidocchi?

1. Lavare lenzuola e federe a 60°

Tutti gli oggetti tessili (abiti, lenzuola, pupazzi, cappelli e sciarpe ecc.) utilizzati di frequente dovrebbero essere lavati in lavatrice a più di 60°.

Cosi facendo il calore è in grado di uccide i pidocchi e inattivare le uova.

Un’alternativa al lavaggio può essere quella di sigillare gli indumenti in un sacco di plastica per 15 gg. In questo modo i pidocchi e le uova moriranno per mancanza di nutrimento.

2. Lavare spazzole e pettini

3. Non usare insetticidi per ambienti.

L’utilizzo di spray insetticidi per l’igiene ambientale è sconsigliato perché inutile. Essi contengono sostanze tossiche e irritanti per l’ospite ma non per il pidocchio.

4. Farmaci tradizionali per trattare la pediculosi

In Italia la maggior parte dei prodotti antipediculosi è commercializzata come preparazioni parafarmaceutiche o da banco (OTC) quindi senza obbligo di ricetta medica.

Come rimuovere le uova del pidocchio?


E’ possibile rimuovere le lendini attraverso l’utilizzo di un pettine di metallo con denti stretti precedentemente cosparso con cera d’api. Fate passare il pettine tra i capelli unti con olio d’oliva, questo consentirà lo scivolamento delle uova.

Rimuovendo le uova, si può impedire la riproduzione e il ritorno del pidocchio laddove il farmaco non riesca a debellare la pediculosi.

Ripetere la pettinatura dopo 1 settimana o 10 giorni al massimo, ovvero il tempo di incubazione delle uova di pidocchio.

Alopecia seborroica: diradamento dei capelli grassi

L’alopecia seborroica è caratterizzata da un’eccessiva produzione di sebo da parte della ghiandola sebacea del follicolo pilifero.

L’alopecia seborroica è la perdita dei capelli che si manifesta soprattutto nei giovani intorno ai 20 anni. Ha inizio con una stempiatura e progredisce gradualmente sino a giungere alla regione frontale e superiore del capo.

La seborrea, ovvero la produzione di sebo in eccesso, risulta essere un fattore importante nel predisporre ad un diradamento dei capelli, soprattutto nelle donne.

Il nome di alopecia seborroica si deve proprio all’importanza assunta dall’ipersecrezione sebacea nel provocare e velocizzare la caduta dei capelli.

 

1. Il sebo


Il sebo è una miscela di lipidi che, attraverso il follicolo pilifero, viene esportato e rilasciato sulla cute per formare il manto idro-lipidico. La sua funzione principale è quella di idratare e proteggere la cute da fattori esterni. Se la composizione del sebo non è corretta ovvero se la ghiandola sebacea produce un composto troppo liquido o al contrario troppo denso, il sebo diventa nocivo per i capelli e il cuoio capelluto.

2. Quali sono i sintomi da non sottovalutare?


Quando siamo in presenza di capelli grassi, l’esigenza di lavarli prende il sopravvento, ma attenzione perché il lavaggio frequente in questo caso non è una soluzione al problema anzi, nel caso dell’alopecia seborroica si tende a peggiorare la situazione iniziale. Tra i sintomi più frequenti ricordiamo:

  • indolenzimento del cuoio capelluto (tricodinia)
  • prurito alla testa
  • desquamazione con comparsa di forfora grassa
  • graduale assottigliamento e diradamento dei capelli
  • seborrea

lavaggio dei capelli Forfora tra i capelli

 

 

 

3. Cosa causa l’alopecia seborroica?


Un’intensa attività dell’enzima 5α reduttasi che converte il testosterone in diidrotestosterone (DHT).

Quest’ultimo attiva la ghiandola sebacea a produrre continuamente sebo.

Tra l’alopecia seborroica e l’alopecia androgenetica c’è una correlazione data dal fatto che il sistema enzimatico 5α reduttasi è in gran misura responsabile anche della miniaturizzazione dei capelli che precede la caduta definitiva.

Potremo quindi dire che l’enzima in questione è una causa comune della seborrea e della caduta dei capelli.

4. Rimedi e soluzioni


capelli grassiPer trattare in maniera efficace l’alopecia seborroica è necessario effettuare un check-up completo dei capelli e del cuoio capelluto che possa individuare con precisione i sintomi presenti.

Grazie ad una approfondita analisi è possibile determinare il trattamento più idoneo al caso.

Presso l’istituto Tricholos trattiamo le diverse problematiche di capelli e cuoio capelluto attraverso apparecchiature e formulazioni specifiche in grado di concedere fin da subito benefici e risultati concreti.

Alopecia areata: capelli a chiazze

Alopecia areata: capelli a chiazze

 

alopecia areata

L’alopecia areata è un’alterazione che determina la caduta dei capelli in aree circoscritte del cuoio capelluto.

L’esordio prevede la presenza di piccole aree circolari, glabre (prive di capelli) senza la presenza di infiammazione cutanea.

Tali chiazze possono comparire su qualunque parte della testa. E’ molto frequente che l’esordio avvenga con una chiazza localizzata nella parte occipitale (ofiasi).

Non vi è alcuna conseguenza sulla salute fisica, ma determina spesso effetti sulla sfera psicologica: può portare a problemi di autostima, a forme di ansia e depressione.

Chi soffre di alopecia areata subisce un disagio emotivo causato anche dall’imprevedibilità della patologia. Ciò che caratterizza questa particolare perdita di capelli è il decorso incerto.

Si può manifestare con una perdita di capelli continua che comporta l’estensione delle chiazze già presenti che confluiscono tra loro generando un’area glabra più estesa.

Nella maggior parte dei casi i capelli persi possono ricrescere e ricoprire la zona precedentemente glabra con il rischio però che si manifesti nuovamente la problematica.

Qualsiasi sia la sua evoluzione, la sfera emotiva ne risente fortemente.

L’alopecia areata colpisce circa il 2% della popolazione e non fa distinzione di sesso età e gruppi etnici, tuttavia si manifesta con più frequenza nei soggetti sotto i 30 anni di età, colpendo particolarmente donne e bambini.

Il suo decorso la caratterizza e la differenzia dall’alopecia androgenetica, nella quale i follicoli risultano definitivamente inattivi, atrofizzati e non è possibile prevedere alcuna forma di ricrescita.

Al contrario, nell’alopecia areata, i follicoli si trovano in uno stato di riposo definito quiescenza, condizione di addormentamento dell’apparato pilifero.

1. Tipi di alopecia areata


Si definisce in base alla sua estensione:

  • A CHIAZZE: caratterizzata dalla presenza di alcune zone tondeggianti prive di capelli e peli
  • AREATA TOTALE: perdita di capelli e peli sul cuoio capelluto ciglia e sopracciglia
  • AREATA UNIVERSALE: 

2. Cause e sintomi dell’alopecia areata


Sono stati svolti numerosi studi in merito a quest’alterazione purtroppo però le cause sono ancora sconosciute.

L’ipotesi più accreditata riguarda un’alterazione del sistema immunitario: come se l’organismo non riconoscesse più l’apparato pilifero producendo anticorpi contro i follicoli. Ciò determina un improvviso arresto della crescita dei capelli che cadranno successivamente.

capelli alopecia areata

I ricercatori sospettano che una particolare combinazione di geni possa predisporre all’alopecia areata. Nel corso del tempo sono stati individuati altri fattori che possono contribuire all’espressione della patologia, tra questi:

  • stress psicologico ( eventi schioccanti)
  • carenze nutrizionali
  • disturbi ormonali

Non si presenta con una sintomatologia chiara e definita ma, in alcuni casi si possono manifestare sintomi come prurito, dolore o bruciore.

3. Come curare l’alopecia areata?


Nonostante numerosi studi in merito al trattamento dell’alopecia areata, ancora non esistono farmaci per curare questa alterazione.

Solitamente il problema regredisce in maniera spontanea, senza la necessità di alcun intervento; in altri casi succede invece che il problema non regredisce ed è li che l’unico rimedio possibile è stimolare al meglio l’apparato pilifero.

Calvizie androgenetica cause: ormoni e genetica

calvizie androgenetica progressioneLa calvizie androgenetica definita anche AGA, è una perdita dei capelli caratterizzata da fattori ormonali e genetici che colpisce prevalentemente gli uomini.

Si manifesta dapprima con il diradamento nella zona frontale e temporale della testa, proseguendo gradualmente verso la zona del vertice.

Anche se i soggetti colpiti da questa forma di calvizie sono prevalentemente gli uomini, purtroppo risulta essere in crescita costante anche nell’universo femminile.

Per androgenetica s’intende una predisposizione genetica del follicolo pilifero all’azione degli androgeni, ormoni steroidei con il compito di determinare i caratteri sessuali maschili.

I follicoli predisposti all’azione di questi ormoni, subiscono un’alterazione del ciclo vitale del capello. Infatti avviene un vero e proprio legame recettoriale tra follicolo e androgeni che causa l’indebolimento del follicolo con la produzione di capelli sempre più sottili e miniaturizzati.

 

1. La calvizie nell’uomo


Ricerche scientifiche confermano che la calvizie più diffusa è quella androgenetica la quale comporta la perdita dei capelli nelle persone predisposte. Abbiamo visto che i soggetti maggiormente colpiti sono gli uomini, essendo gli androgeni gli ormoni coinvolti.

Classifichiamo la calvizie in:

  • CALVIZIE AD EVOLUZIONE LENTA: forma più comune di calvizie. Inizia intorno ai 28-35 anni di età e progredisce lentamente nei decenni successivi senza mai rendere totalmente calvi coloro che ne sono colpiti.

 

  • CALVIZIE PRECOCE: inizia intorno ai 18 anni di età. Provoca una stempiatura incipiente già a 20 anni, peggiora con il diradamento del vertice della testa intorno ai 22-23 anni e diventa importante e diffusa a 28-30 anni. Le cause di una evoluzione così rapida (non improvvisa come nel caso dell’alopecia areata) è la predisposizione genetica e familiare. Ma fattori emotivi come l’ansia e lo stress possono contribuire ad accelerarla notevolmente.

Tra le diverse condizioni che possono aggravare la calvizie ricordiamo la seborrea, tra i sintomi invece prurito e dolore al cuoio capelluto (tricodinia).

2. Come viene classificata la calvizie androgenetica?


calvizie androgenetica uomoLa calvizie androgenetica maschile viene classificata attraverso la scala di Hamilton-Norwood, uno strumento scientifico che i tricologi usano per misurare il grado di evoluzione della calvizie stessa.

La scala delle calvizie maschili venne definita dal dottor J. Hamilton, il quale nel 1942 si rese conto della differenza di capelli tra due gemelli. Uno dei due fratelli, detenuto castrato, aveva tutti capelli, l’altro invece era calvo.

Questa differenza portò Hamilton a studiare i due casi. Somministrò dunque del testosterone (ormone androgeno) al gemello castrato, il quale in seguito è divenuto calvo.

Attraverso questo episodio è stato possibile dimostrare la connessione tra calvizie e ormoni androgeni.

Ovviamente lo studio di più casi, con somministrazioni prolungate dell’ormone androgeno ha permesso al dottor Hamilton di definire una una scala scientifica che prende appunto suo nome.

Negli anni successivi, è stata aggiornata e definita dal dottor Norwood ed è da qui che prende il nome di Hamilton-Norwood.

Testosterone e calvizie


La connessione tra calvizie è ormoni androgeni è giustificata dal fatto che a livello dei follicoli predisposti è presente l’enzima 5 alfa-reduttasi.

Questo enzima è responsabile della trasformazione dell’ormone testosterone in un prodotto che prende il nome di Diidrotestosterone ( DHT).

Infatti a danneggiare i follicoli piliferi non è il testosterone ma una sua trasformazione!

DHT responsabile della calvizie andorgeneticaIl DHT, ha come ruolo principale quello di promuove la crescita dei peli corporei ma può influire negativamente sulla funzionalità della prostata e sui capelli. E’ inoltre responsabile dell’incremento del sebo che talvolta conduce all’alopecia seborroica.

In conclusione si può affermare che, per trattare la calvizie androgenetica, il miglior rimedio è agire sul processo che comporta la trasformazione del testosterone in DHT.

Esistono in commercio alcuni farmaci che vengono utilizzati contro la calvizie (Finasteride o Propecia). Proprio perché arrivano ad esplicare la loro azione anche sull’attività dell’enzima 5 alfa reduttasi.

Purtroppo non sono curativi e specifici per il trattamento dell’alopecia androgenetica, nascono per il trattamento di patologie diverse, infatti possono solo rallentarla ma nel contempo provocare degli effetti collaterali a volte anche gravi.

 

La calvizie nell’uomo: cause e soluzioni

La calvizie nell’uomo: cause e soluzioni

La calvizie nell’uomo è una perdita dei capelli che non lascia indifferenti, soprattutto quando si tratta di giovani ragazzi che devono ancora affermarsi nel mondo del lavoro e nei rapporti con gli altri.

Perché nasconderlo, tutti sanno che la società in cui viviamo rivolge molta attenzione all’aspetto estetico e alla cura della persona.

I capelli, contribuiscono ad avere un’immagine migliore di sé, favorendo autostima, successo nel lavoro, nella privata e nei rapporti con gli altri.

La presenza di capelli sul cuscino, sulla scrivania, in doccia o sul pettine crea inevitabilmente sconforto e preoccupazione.

Partiamo col dire che in condizioni fisiologiche l’uomo periodicamente affronta un ciclo vitale del capello. 

Infatti si nota la caduta dei capelli ormai maturi e vecchi e la ricrescita di nuove strutture pronte a sostituirli.

In questo modo si verifica un ricambio costante pronto a garantire una copertura ottimale della testa.

Quando il ciclo vitale del capello subisce delle variazioni, è ovvio che qualcosa non va!

Si deduce quindi che a preoccupare non deve essere la caduta dei capelli ma la progressiva comparsa di segnali come riduzione di massa e volume, diradamento, stempiatura e nei casi più avanzati visibilità del cuoio capelluto.

Come è possibile capire quando un uomo sta andando incontro ad una calvizie?

Sicuramente attraverso un check-up specialistico di prevenzione. Infatti gli strumenti messi a disposizione dal tricologo consentono di valutare l’attività follicolare nel produrre o meno il capello.

Consapevoli del fatto che i capelli ormai persi non posso più ricrescere, oggi più che mai la prevenzione è considerata l’arma vincente per contrastare al meglio la calvizie.

LEGGI L’ARTICOLO: Prevenzione per la caduta dei capelli

Come si manifesta la calvizie nell’uomo?


La calvizie nell’uomo riguarda inizialmente la zona frontale, con il cosiddetto fenomeno della stempiatura.

Qui le tempie tendono a scoprirsi sempre più e l’attaccatura dei capelli tende ad arretrare, causando maggiore visibilità della fronte.

Il passo successivo e il diradamento che coinvolge la zona centrale della testa (vertice).

Questo processo avviene gradualmente: i capelli dapprima si assottigliano, poi miniaturizzano, fino ad una condizione definita vellus, ovvero la peluria.

Giunti a questo stadio la calvizie è ormai irreversibile.

Questo vuol dire che i follicoli piliferi non saranno più in grado di produrre capelli nuovi.

Quali sono le cause della calvizie?


Sono molteplici le motivazioni che comportano la caduta di capelli nell’uomo.

La più conosciuta perdita dei capelli è per cause genetiche.

Attenzione però, perché i capelli non cadono solo perché è scritto nel DNA, infatti studi dimostrano che anche soggetti non predisposti geneticamente, perdono i capelli.

Carenze nutrizionali, stress, squilibri ormonali, uno stile di vita scorretto, assunzione di farmaci o abuso di alcol sono tutti fattori che giocano un ruolo importante nello sviluppo di un problema di capelli.

LEGGI L’ARTICOLO

capelli e alimentazione

I consigli degli esperti


calvizie uomoLa calvizie si può manifestare in maniera diversa da soggetto a soggetto. Infatti può variare per quantità di capelli che cadono, zone in cui si sviluppa ma anche tempi di progressione.

Ecco perché fare chiarezza prima di intraprendere strade sbagliate aumenta la possibilità di successo.

L’analisi specialistica del capello consente una valutazione mirata dello stadio di calvizie in atto e consente di ricavare informazioni utili a stabilire l’intervento più opportuno.

ALCUNI CONSIGLI:

1. Effettuare un’auto-valutazione: praticate periodicamente un’ispezione dei vostri capelli. Fatelo da soli davanti allo specchio, osservate la struttura dei capelli, corposità e consistenza. Questo vi consentirà di capire se c’è un indebolimento o un assottigliamento in atto.

2. Controllate la caduta dei capelli: non esiste un numero di capelli che deve cadere, generalmente in condizioni normali, durante il giorno possono cadere fino a 100 capelli. Se la caduta risulta abbondante e prolungata nel tempo, in questo caso è opportuno non trascurare l’evento e chiedere un consulto specialistico quanto prima.

3. Valutate lo stato di salute del cuoio capelluto: improvviso prurito, dolore, desquamazione e seborrea, possono essere segnali correlabili ad un problema di capelli.

4. Ponete maggiore attenzione all’alimentazione: una dieta povera di proteine, vitamine e oligo elementi, favorisce l’indebolimento dei capelli.

5. Usate prodotti giusti per i vostri capelli: la scelta dei prodotti è un’arma vincente per mantenere la chioma dei capelli in salute. L’utilizzo continuo di prodotti di scarsa qualità o shampoo poco adatti alla vostra tipologia di capello e cuoio capelluto, può contribuire allo sviluppo di alterazioni.

6. Massaggio al cuoio capelluto: un toccasana per la salute dei capelli! Praticate un massaggio cutaneo durante il lavaggio dei capelli, favorisce l’apporto di sostanze nutritive ai bulbi piliferi. Inoltre regolarizza la secrezione di sebo.


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Caduta dei capelli nella donna

Caduta dei capelli nella donna

La caduta dei capelli nella donna è un fenomeno in costante crescita anche nell’universo femminile.

Perdere i capelli per una donna significa provare stati d’animo come sconforto, imbarazzo e ansia. Tutto questo è confermato dal fatto che ogni donna esprime la sua femminilità attraverso i capelli e un disagio del genere ha un notevole impatto emotivo. 

Un problema di capelli in una donna si può manifestare con uno sfoltimento generale della chioma, dove i capelli subiscono un assottigliamento che di conseguenza comporta riduzione di volume e massa.

In condizioni avanzate si può andare incontro ad un diradamento, che a differenza dello sfoltimento, causa visibilità del cuoio capelluto con la perdita vera e propria dell’attività dei follicoli. Infatti è considerato lo stadio successivo allo sfoltimento.


La caduta dei capelli nella donna non è sempre imputabile ad una problematica. Esiste una condizione fisiologica in cui i capelli cadono per essere ricambiati.

Generalmente la notiamo durante il cambio stagionale (primavera/autunno) ed è considerato un evento naturale.

Questo fenomeno prende il nome di ciclo vitale dove il capello cade per essere sostituito da uno nuovo.

la caduta dei capelli in primavera

Quando invece i capelli cadono in condizioni non fisiologiche possiamo riconoscere alcune cause:

1. Squilibri ormonali

Gli ormoni sono alla base di molte funzioni del nostro organismo e la loro concentrazione, può alterare anche il ciclo vitale del capello e di conseguenza la loro crescita e caduta.

2. Carenze nutrizionali

Che sia la conseguenza di una dieta drastica o di un problema organico (ad esempio malassorbimento), la carenza di vitamine (nello specifico vitamine A, B e D), oligoelementi (rame, ferro, zinco, potassio, magnesio) e proteine (amminoacidi), nel tempo può portare ad un invecchiamento precoce dei capelli con la successiva caduta.

3. Ormoni tiroidei

Se c’è uno squilibrio nella loro produzione, possono essere responsabili della caduta dei capelli nella donna.

4. Stress eccessivo

Un periodo di stress intenso può causare la perdita improvvisa dei capelli e ridurre l’accrescimento dei capelli nuovi. Fenomeno che può durare anche diversi mesi.

5. Eccessiva produzione di diidrotestosterone (DHT)

Può essere alla base della perdita dei capelli.

Pur essendo gli estrogeni, gli ormoni principalmente prodotti dalla donna, a causa di disfunzioni organiche con l’avanzare dell’età, testosterone e altri androgeni possono essere prodotti in eccessive quantità causando una problematica tricologia come l’alopecia androgenetica femminile.

6. Predisposizione genetica

La perdita di capelli per cause ereditarie accomuna moltissime donne.

Sebbene in genere si presenti soprattutto alla soglia dei 50/60 anni, questo fenomeno può verificarsi in qualsiasi momento, anche durante l’adolescenza.

Di frequente si tratta di un’alopecia androgenetica che si manifesta con un diradamento diffuso su tutto il cuoio capelluto.

È maggiormente localizzata nella zona centrale e laterale della testa, mentre solitamente, l’attaccatura frontale dei capelli rimane intatta.

Ulteriori ed eventuali cause possono essere attribuite a fattori quali: malattie epatiche, abuso di farmaci antidepressivi, ansiolitici, anticoagulanti, interventi chirurgici in anestesia, post-partum.

Come preservare al meglio i capelli?


Quando la perdita di capelli è dovuta a cause genetiche, non è possibile avere garanzie per evitarla.

Possiamo però, concedere ai nostri capelli la massima cura e attenzione al fine di ridurre i danni estetici programmati dal nostro DNA.

Per  mantenere forti e in salute i nostri capelli a lungo nel tempo e importante porre l’attenzione su alcuni aspetti come:

    1. Alimentazione
    2. Lavaggio dei capelli
    3. Cambiamenti nella struttura di capelli
    4. Trattamenti chimici come permanenti, colorazioni, extension.

Caduta capelli e salute

I consigli degli esperti


Abbiamo visto come la caduta dei capelli nella donna può avvenire per diverse motivazioni, proprio per questo non bisogna intervenire a caso, soffermandosi solo al fatto che vediamo dei capelli cadere.

Infatti i rimedi alla caduta dei capelli sono tantissimi tanto da essere pubblicizzati costantemente persino sui diversi social. Soprattutto quando arriva il cambio di stagione, migliaia e migliaia di prodotti pronti a garantire la soluzione al problema.

Ma cosa garantisce l’efficacia di questi prodotti?

se i capelli cadono per diverse motivazioni come fa un prodotto generico a risolvere il mio problema?

Queste sono le principali domande che ci pongono le persone desiderose di risolvere la caduta dei capelli e che allo stesso tempo temono di fare un buco nell’acqua.

La migliore scelta che si possa fare è approfondire, ovvero effettuare da subito esami specialistici in grado di riconoscere la natura del problema.

Gli esperti consigliano il check-up dei capelli e del cuoio capelluto perché solo attraverso la valutazione di parametri specialistici è possibile capire se c’è un problema e se è possibile risolverlo.

Quindi, la caduta dei capelli diventa una preoccupazione? prima di ogni altra cosa è necessario conoscere le cause, in seguito adottare i rimedi più appropriati al caso.

Presso l’istituto Tricholos valutiamo accuratamente le diverse alterazioni, siamo esperti nella salute dei capelli e disponiamo di strumenti specialistici in grado di fornire un’analisi completa di capelli e cuoio capelluto.

In conclusione, oggi la scienza offre l’opportunità di trattare in maniera adeguata i problemi di capelli con risultati eccellenti, ciò che conta è scegliere bene e soprattutto non perdere troppo tempo prima di prendere una decisione.

Se ti rendo conto che qualcosa non va e che i tuoi capelli stanno subendo un cambiamento, sono più sottili, la caduta non si arresta, li vedi più grassi del solito, non perdere tempo e agisci!

Prima di intraprendere strade sbagliate, accertati delle reali condizioni dei tuoi capelli. Affidati alla competenza Tricholos.

Tricotillomania: tirarsi o strapparsi i capelli

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Tricotillomania: tirarsi o strapparsi i capelli

La Tricotillomania è considerata, oltre che una patologia in sé, anche una possibile manifestazione di un più ampio disturbo ossessivo-compulsivo: si tratta pur sempre di un gesto ricorrente, ripetuto nel tempo e talvolta limitato in luoghi o momenti ben precisi della giornata.

Il paziente affetto, avverte la necessità di tirare prima e poi strappare i capelli quando è sottoposto a un aumento della tensione nervosa.

Chi soffre di tricotillomania presenta i seguenti comportamenti:

  • desiderio di strapparsi i capelli spesso
  • ansia e tensione prima di strapparsi i capelli
  • gratificazione o soddisfazione durante e dopo essersi strappato i capelli
  • costante sensazione di malessere tanto da ridurre la qualità della vita quotidiana e dei rapporti interpersonali.

Cause


In merito alla causa scatenante della malattia, la ricerca scientifica non ha ancora trovato risposte conclusive. E stato dimostrato che almeno nel 10% dei casi sono i fattori genetici a scatenare il disturbo ossessivo-compulsivo.

Secondo molti specialisti, però, la maggior parte degli episodi di tricotillomania sono dovuti a condizioni familiari o lavorate particolarmente stressanti.

Epidemiologia


Sebbene il fenomeno possa avere inizio a qualsiasi età, la maggior parte delle persone comincia a strapparsi i capelli durante la prima infanzia e/o l’adolescenza con un picco di frequenza attorno ai 2 o 6 anni di età; la tricotillomania sembra colpire più le donne.

Il disturbo può subire delle evoluzioni e dei cambiamenti. Per esempio i soggetti affetti possono iniziare a strapparsi i capelli ma poi passare alle sopracciglia e/o alle ciglia; inoltre il fenomeno può essere transitorio, episodico o continuo e la sua intensità può fluttare.

Una delle più frequenti conseguenze è lo sviluppo di una “alopecia da tricotillomania” ovvero la formazione di chiazze glabre nelle zone del cuoio capelluto in cui il tricotillomane ha esercitato la sua mania.

Spesso una sensazione di tensione o prurito alla cute precedono l’atto di rimozione del capello a cui segue un senso di sollievo e soddisfazione una volta avvenuto lo strappo.

In alcuni casi la tricodinia (dolore alla cute) costituisce la causa scatenante di una tricotillomania notturna nei soggetti predisposti.

Come si cura la tricotillomania?


Le persone affette da tricotillomania in genere devono affrontare due tipi di percorsi terapeutici:

1.Intervento di psicoterapia cognitivo-comportamentale: primo approccio terapeutico che consente di guidare il paziente a riconoscere gli episodi scatenanti associati alla necessità di tirarsi e strapparsi i capelli.

La stessa modalità può essere utile per insegnare a controllare l’impulso.

2.Terapia farmacologica: indispensabile nei casi più gravi per controllare ansia, depressione e comportamenti ossessivi.

Questi due approcci per avere maggiore successo, è opportuno che siano affiancati a trattamenti tricologici in grado di alleviare i sintomi che si presentano nelle aree dello strappo: prurito, infiammazione, ferite da grattamento e crosticine. Inoltre aiutano a coadiuvare la ricrescita dei capelli strappati.

Influenza stagionale e capelli grassi

Testa pesante, stanchezza, dolori diffusi e ancora starnuti e brividi: I segnali sono inequivocabili, l’influenza stagionale è arrivata ed è quasi impossibile sfuggire.

In poche ore la febbre salirà: 38,5-39°C se siamo fortunati. Non resta che rassegnarsi e rimanere in assoluto riposo per qualche giorno, tempo necessario per riprendere le forze.

Nel frattempo però, a tutti i sintomi è probabile che si associ anche una maggiore caduta di capelli, forfora e capelli grassi. Niente di più comune. Ma come mai?

Influenza Stagionale 

 


Durante l’influenza stagionale, possiamo andare incontro a stati febbrili che comportano aumento della temperatura corporea che quasi sempre, viene controllata con farmaci antipiretici (contro la febbre) che favoriscono l’abbassamento della febbre attraverso meccanismo di vasodilatazione e sudorazione.

Questi due processi portano inevitabilmente ad un’attivazione delle ghiandole sebacee annesse ai follicoli piliferi con conseguente aumento della produzione di sebo e quindi capelli grassi, untuosi e spesso maleodoranti.

Inoltre spossatezza e febbre creano inappetenza che comporta un diminuito apporto di nutrienti come vitamine, oligoelementi e amminoacidi. A questo farà seguito una aumentata caduta di capelli che ritroveremo sul cuscino, pigiama tra spazzole e pettini.

E’ inoltre frequente un fastidioso prurito e/o indolenzimento cutaneo dovuto alla posizione che assumiamo nei giorni di malattia.

Quando alla comune influenza virale si associano bronchiti, polmoniti, infezioni batteriche è necessario l’assunzione di antinfiammatori, cortisonici, spesso antibiotici per almeno 5 o 6 giorni. Si verifica anche in questo caso un indebolimento dell’intera massa di capelli, più caduta sia da asciutti che da bagnati e l’insorgenza di una forfora occasionale e fastidiosa da eliminare.

Caduta abbondante, capelli grassi, forfora e prurito a causa dell’influenza stagionale non devono spaventare, sono tutti effetti dovuti a febbre, carenze nutrizionali e assunzione di farmaci.

Una volta superato il periodo di convalescenza, tutto ritornerà alla normalità in pochi giorni. Sarà sufficiente fare il pieno di vitamine, bere tanta acqua per idratarsi correttamente e riacquistare forze ed energie per affrontare al meglio le abitudini quotidiani.